L'enoteca del vino buono, schietto e conviviale: bottiglie cercate una a una tra i piccoli vignaioli, da bere qui o da portare a casa. Qui niente cravattino e niente lezioni sul vino: l'oste ti chiede cosa ti va e ti versa il bicchiere giusto. Ci vediamo a San Donato Val di Comino.
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vino dal1700
Vini e menu
«Qui si bevono i vini che bevo io. Se un vino non mi piace, non entra.»
— L'oste
Li scelgo personalmente: vini con un'identità e un carattere tutti loro, lontani dai soliti nomi. E siccome sono sempre in cerca di novità, girano di continuo: quello che trovi dipende da cosa ho scoperto e, soprattutto, da cosa ho voglia di bere in quel periodo.
Rossi, bianchi, macerati, bollicine e altro ancora. I vini cambiano spesso, perché qui si sperimenta: quando un vino finisce, al suo posto arriva qualcosa di nuovo da scoprire.
Guarda cosa si beve adessoUn menu corto e semplice, perché qui è il cibo che accompagna il vino, e non il contrario. Partner in cucina: La Pietracquara, l'agriturismo di mia madre.
Apri il menuCerco sempre vini nuovi. Se ne hai bevuto uno che ti ha colpito e me lo vuoi consigliare, ben venga.
La storia
Prima di essere un'enoteca, questa era l'Ultima Locanda.
Le origini dell'enoteca risalgono alla seconda metà del Settecento, quando tra queste mura c'era una locanda. Stava su Via Belfiore, la strada che da San Donato diventa mulattiera, sale verso le montagne, le scavalca e arriva in Abruzzo. Era una via di scambio tra San Donato e gli Abruzzi, percorsa in tutte e due le direzioni, e una delle arterie commerciali più importanti della valle: di qui passavano merci, affari e notizie.
Prima di mettersi in cammino, i viandanti si fermavano qui a mangiare e a bere qualcosa: era l'ultima locanda prima della montagna. La locanda era così conosciuta che la strada prese il suo nome: prima di diventare Via Belfiore si chiamava Via della Locanda.
La mulattiera c'è ancora: in macchina non ci si passa, ma a piedi sì, e oggi la percorre chi va per escursioni.
La locanda va avanti così fino alla Seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra diventa una delle 48 cantine di San Donato.
A quei tempi ogni contrada aveva il suo fornaio, il suo macellaio e, naturalmente, la sua cantina. Lì i mariti si fermavano «giusto per un bicchiere», e spesso toccava alle mogli andarli a riprendere.
Questa era la cantina di Cecuriglie.
Poi anche la cantina chiude. Il locale passa di mano in mano e, un passaggio dopo l'altro, smette perfino di essere un locale commerciale. Per anni, qui dentro, nessuno versa più un bicchiere.
Poi arriva l'oste, e dopo più di due secoli tra queste mura si torna a versare vino. Com'è andata te lo racconta lui, qui sotto.
L'oste
Con tutti i soldi che spendo a vino, faccio prima ad aprirmi un'enoteca.
Tutto è cominciato una vita fa, quando facevo un altro mestiere. Tornato da Roma, mi sono messo a restaurare un locale che la mia famiglia aveva di proprietà. Giorno dopo giorno ripulivo la pietra e rimettevo in piedi i muri, e a un certo punto mi sono fermato a guardare e ho detto: questo sarebbe il posto perfetto per un'enoteca, anche perché «con tutti i soldi che spendo a vino, faccio prima ad aprirmi un'enoteca».
Almeno bevo e faccio bere i vini che mi piacciono.
Nel 2016 ho aperto. All'inizio facevo ancora il fisioterapista e l'enoteca era il mio hobby. Col tempo fare l'oste è diventato il mio lavoro principale, ma la filosofia non è mai cambiata: qui entra solo quello che mi piace davvero, quello che berrei io, sempre. Niente mezze misure né roba commerciale.
Tre quarti come il tempo in musica. Tre quarti come «tre quarti e 'na gazzosa», il protococktail tipico delle vecchie cantine di San Donato. Tre quarti come la luna quando non è ancora piena. E tre quarti di litro, come una bottiglia di vino. Tre quarti come stato d'animo: «sto a tre quarti».
Ma soprattutto tre quarti perché non diventerà mai quattro quarti: ci sarà sempre qualcosa da fare.
Si impara col bicchiere in mano
Un piccolo corso online per imparare ad assaggiare il vino come si fa in enoteca: senza paroloni, senza fretta e col bicchiere sempre pieno.
Che cos'è il vino, poi bianchi, rossi, rosati, orange e bollicine: come si guarda, si annusa, si assaggia e si giudica. Per chi parte da zero.
Il terroir, le denominazioni, le etichette e la differenza tra convenzionale, biologico, biodinamico e naturale.
La degustazione e la cieca, gli abbinamenti, i difetti, i vini dolci e i trucchi del mestiere.
La lezione 1 è aperta a tutti: provala. Per le altre iscriviti gratis con la tua mail.
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La playlist
Il vino giusto con la musica giusta. E anche qua, solo quella che mi piace.
Mandami il tuo brano. Se è bello finisce nella playlist. Se è trap, finisce nel lavandino insieme ai vini che sanno di tappo.
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